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IL RUOLO DEI PARTITI POLITICI E LA LEGGE ELETTORALE, FRA STORIA COSTITUZIONALE DEL PAESE E ATTUALITÀ

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1. Sul rapporto fra partiti politici, sistemi elettorali e forma di governo nel parlamentarismo repubblicano. – 2. Dalla ‘democrazia dei partiti’ alla ‘democrazia immediata’: sregolatezza dei partiti politici ed esiti referendari. – 3. Crisi dei partiti e ‘presidenzializzazione’ della politica. – 4. Riforme elettorali (prevalentemente maggioritarie) e affermazione di ‘partiti personali’. – 5. La democrazia nei partiti: un tema da (troppo) tempo trascurato.


1. Sul rapporto fra partiti politici, sistemi elettorali e forma di governo nel parlamentarismo repubblicano
Nell’analisi della forma di governo parlamentare e della sua evoluzione nel Paese non possono omettersi, in via preliminare, alcune osservazioni metodologiche che sono assolutamente necessarie da considerare se si vuole cogliere il problema negli stessi suoi profili politico-istituzionali. Innanzitutto, qualche breve osservazione introduttiva di tipo metodologico.


Accanto a un metodo giuridico formale, fondato su tipologie di governo basate sulla separazione/distribuzione dei poteri fra gli organi costituzionali e sulla previsione di relazioni di indirizzo/controllo fra gli stessi, la ricerca costituzionale – soprattutto a partire dagli anni ‘70 del secolo scorso – non ha potuto/voluto sfuggire alla utilizzazione di un metodo ‘realista’, nel quale trovassero considerazione gli stretti rapporti esistenti tra quadro normativo-costituzionale e sua concreta traduzione nella realtà. Una mancata integrazione fra i due momenti analitici – formale il primo, sostanziale il secondo – sarebbe infatti incorsa nello stesso rischio di non poter attingere l’oggetto del proprio studio quando la scienza costituzionale si fosse apprestata a studiare la natura (e lo stesso rendimento istituzionale) del parlamentarismo (moderno e contemporaneo) e, al suo interno, più specificamente, le problematiche relative alla funzionalità complessiva del Governo, in ragione della natura monocratica ovvero collegiale dell’organo, del tipo di relazioni intercorrenti fra quest’ultimo e il Parlamento, degli impatti che sull’insieme di tali relazioni (rappresentative e di governo) producono tanto il formato dei partiti, tanto, e infine, il tipo di sistema elettorale utilizzato per trasformare i voti in seggi parlamentari.


La più avvertita dottrina costituzionale europea aveva colto e sottolineato, da tempo e con lucidità anticipatrice, tali problematiche di ordine tanto metodologico che sostanziale, sia con riguardo alla centralità del sistema dei partiti e al relativo condizionamento (secondo un principio di effettività) dell’indirizzo politico e di governo, sia con riguardo, in modo più specifico, alle complesse interazioni fra partiti, regole elettorali utilizzate e funzionamento complessivo della forma di governo (soprattutto parlamentare), che costituisce un unicum nella tradizione politico-costituzionale europea nei due secoli di storia dello Stato democratico.

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