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Linguaggio della Corte costituzionale e consenso (a margine di una recente tendenza in tema di comunicazione con l’opinione pubblica)

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Il contributo prende in esame il linguaggio della Corte costituzionale, con specifico riferimento alla fase della divulgazione del contenuto delle proprie sentenze. A fronte dei benefici in termini di pubblicizzazione, difatti, il micro-piano della lingua utilizzata in occasione di talune recenti iniziative non sempre può incidere positivamente sul macro-piano dell’adesione da parte dell’opinione pubblica. Paradigmatico, in tal senso, si è dimostrato il caso della conferenza stampa del Presidente della Corte costituzionale G. Amato relativa all’inammissibilità della richiesta di abrogazione parziale dell’art. 579 cod. pen. in tema di omicidio del consenziente.

Lo studio passa in rassegna prima il c.d. contenente formale di tale iniziativa per poi soffermarsi sul corrispondente contenuto sostanziale, particolarmente distinguendo tra il linguaggio c.d. ex ante-in entrata (utilizzato dal comitato promotore del richiamato referendum) e quello c.d. ex post- in uscita (impiegato dal Presidente, nella citata conferenza stampa), altresì evidenziando come il primo abbia inevitabilmente finito per influire sul secondo.

Dopo avere svolto un breve esame dei pregi e dei difetti esibiti de iure condito da tale intervento, il saggio prova conclusivamente ad elaborare de iure condendo una griglia di possibili criteri impiegabili in vista di un futuro riutilizzo di tale strumento (allo scopo, in particolare, di scongiurare il rischio che quanto possa in astratto rappresentare un arricchimento per le prossime strategie comunicative della Corte finisca in concreto per convertirsi in un indesiderabile impoverimento di esse).

Parole chiave: conferenza stampa - referendum abrogativo - omicidio del consenziente - opinione pubblica - Presidente della Corte costituzionale

 

Language of the Constitutional Court and consensus (on the sidelines of a recent trend in communication with the public)

The contribution examines the language of the Constitutional Court, with specific reference to the advertising the content of its judgments. In contrast to the benefits in terms of publicity, in fact, the micro-plan of the language used in some recent initiatives may not always have a positive effect on the macro-plan of public acceptance. Paradigmatic, in this sense, was the case of the press conference of the President of the Constitutional Court G. Amato about the inadmissibility of the request for partial repeal of art. 579 of the Penal Code on the subject of murder of the consenting party.

The study first examines the so-called formal content of this initiative and then dwells on the corresponding substantive content, distinguishing in particular between the so-called ex ante-inbound language (used by the committee promoting the referendum referred to above) and the so-called ex post-outbound language (used by the President in the press conference referred to above), also highlighting how the former language inevitably ended up influencing the latter one.

After a brief examination of the merits and shortcomings exhibited de iure condito by this intervention, the essay concludes by elaborating de iure condendo a sort of a grid of possible criteria to be used in view of a future re-use of this instrument (with the aim, in particular, of averting the risk that what may in the abstract represent an enrichment for the Court’s future communication strategies may in practice turn into an undesirable impoverishment of them).

Keywords: press conference - abrogative referendum - murder of the consenting party - public opinion - President of the Constitutional Court

 

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