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LA SCELTA DELLA RESTITUZIONE DEGLI ATTI NELL'ORDINANZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE N. 150/2012

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SOMMARIO: 1. Le singolari scelte argomentative delle ordinanze di rimessione 2.La restituzione degli atti di una sentenza della Corte Europea: un paragone con le restituzioni per sopravvenuta sentenza della C.G.U.E. 3.Una facile via d'uscita?

1. La Corte Costituzionale si è trovata ancora una volta ad affrontare la spinosa tematica della procreazione medicalmente assistita, sotto lo specifico profilo del divieto di fecondazione eterologa . Le ordinanze di rimessione hanno impugnato in primo luogo l'art. 4, comma 3 della legge 40/04, che stabilisce il divieto del ricorso a tale tecnica , gli articoli 9, commi 1 e 3 e 12, comma 1, che stabiliscono specifiche sanzioni a corollario del divieto stesso.
Si deve innanzi tutto ricordare che la norma (art. 4, commi 1 e 2) impugnata stabilisce espressamente che il ricorso alle tecniche di procreazione assistita deve essere uno strumento residuale, da utilizzare esclusivamente in casi di sterilità inspiegate e documentate o comunque accertate, sempre secondo il principio di minore invasività. Proprio sotto questo profilo i giudici rimettenti pongono correttamente in evidenza una irragionevolezza intrinseca della norma nel momento in cui, stante il divieto di utilizzo di tecniche eterologhe di cui al terzo comma,si opera una ingiustificata discriminazione tra coppie affette da sterilità in base ai motivi della patologia (si legge nell'ord. del Tribunale di Catania che “paradossalmente proprio le coppie che presentano un quadro clinico più grave sono quelle escluse dall'accesso alla procreazione medicalmente assistita”), nonché nella misura in cui non realizza né la finalità cui è predisposta la risoluzione id problemi procreativi delle coppie, né la ratio ad essa sottesa di tutela della salute e della dignità dei soggetti coinvolti .
 

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Codice ISSN 2039-8298 (Online). La Rivista dell'Associazione Italiana dei Costituzionalisti è inoltre registrata presso il Tribunale di Roma - n.339 del 05.08.2010.
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