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LA DISCREZIONALITÀ DEL LEGISLATORE IN MATERIA ELETTORALE, LA «MAIEUTICA» DELLA CONSULTA E IL FAVOR (NEGLETTO) VERSO IL COMPROMESSO LEGISLATIVO: CONTINUITÀ E DISCONTINUITÀ FRA LE SENTENZE N. 1 DEL 2014 E N. 35 DEL 2017

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Il lavoro intende indagare le ragioni della differente insistenza mostrata dalla Consulta verso la discrezionalità del legislatore nelle due sentenze sui limiti della legislazione elettorale nella forma di governo parlamentare; ciò posto che la sent. n. 35/2017 ha impiegato un tale riferimento il doppio delle volte di quanto compiuto dalla precedente sent. n. 1/2014. 
Si tratta di una differenza che attesta il diverso modo con cui la Consulta ha inteso responsabilizzare il ruolo del legislatore, facendo fronte al medesimo vizio di metodo che ha contrassegnato le due leggi elettorali scrutinate (n. 270 del 2005 e n. 52 del 2015). Queste sono state espressione della volontà dei partiti proponenti d’imporre il meccanismo elettorale prescelto, trascurando pregiudizialmente le obiezioni tecniche e di merito delle opposizioni e, pertanto, forzando in vario modo le procedure regolamentari e della prassi.
Di qui la conclusione secondo cui la “riserva di discrezionalità legislativa” non può che risolversi nel rinvio al pieno rispetto delle procedure parlamentari e nel conseguente favor verso il compromesso legislativo.

 

The work aims to examine the reasons of the different insistence shown by the Constitutional Court with reference to the discretion of the legislator in the two judgments on the limits of the electoral legislation in the parliamentary form of government; this, considering that the judgment no. 35/2017 applied such a reference twice as many times as in the previous judgment no. 1/2014.
It is a difference that attests the different way with which the Court intended to hold responsible the legislator’s role, facing the same background defect which marked the two electoral laws scrutinized (no. 270 of 2005 and no. 52 of 2015). These were expression of the will of the proponent parties to impose an electoral mechanism ignoring prejudicially technical and matter objections of the oppositions and, therefore, forcing in various ways regulatory and praxis procedures.
In this way it points out as the “reserve of legislative discretion” can only be resolved with reference to the full accordance with the parliamentary procedures and with the consequent favor for the legislative compromise.

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Rivista AIC Fascicolo 04 2018

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