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CAPO DELLO STATO: POTERE DI NOMINA (ART. 92) E MODALITÀ DI ELEZIONE (ART. 83) A COSTITUZIONE INVARIATA

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1. Un potere d’intensità variabile. – 2. Sistema politico e funzionamento del sistema parlamentare nella crisi recente. – 3. Il valore dell’art. 83.


1. Un potere d’intensità variabile
In questi atipici giorni molesti, carichi di sollecitazioni, viene da riflettere sulla vanità di costruzioni basate sul contingente che pretendono di ricavare dai comportamenti degli attori istituzionali conclusioni ‘de-finitive’ sulla Costituzione e il suo irreversibile mutamento, procedendo a numerare le ‘Repubbliche’, forse per emulare i francesi (che però le numerano su ben altri presupposti). Ad ogni mutar di situazione si fa cor-rispondere una ‘Repubblica’.
Il desiderio di travolgere la Costituzione induce evidentemente a vederne già realizzata la sostituzio-ne senza procedere a modifiche formali e a ricavarne nuove regole stringenti per gli attori costituzionali: così l’abbandono del sistema proporzionale, il ‘bipolarismo’ e l’indicazione del Premier hanno indotto a discettare a lungo sull’obbligo del Capo dello Stato di sciogliere le Camere ad ogni caduta di governo e sulla scompar-sa del potere presidenziale sulla scelta dell’incaricato.
Una cosa sono le situazioni, un’altra le norme. La vincolatività non è la medesima: l’una, derivante dai fatti, cessa quando i fatti mutano; l’altra perdura immutata nel variare delle situazioni della storia.
Il mutamento del sistema politico prodotto dalla riforma del sistema elettorale (e da cause connesse) certamente modifica il funzionamento del sistema costituzionale, ma non lo cambia. Prassi che si pretende assurgano al ruolo di vere e proprie regole vincolanti vengono spazzate via da un diverso modo di esercitare competenze costituzionali in situazioni mutate. L’insistenza di certa propaganda politica nel sottolineare che con l’indicazione del Premier – ormai scelto dai cittadini mediante il voto – si doveva tornare alle urne ad o-gni caduta del governo, sono state cancellate dal fermo atteggiamento contrario dei Presidenti della Repub-blica : Scalfaro nel 1994 e nel 1998 nella crisi del primo governo Berlusconi e nella crisi del governo Prodi, Napolitano nel 2011 nella crisi del governo Berlusconi (come sottolinea Stefano Passigli).

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